Da: DANSEUSE ETOILE
di Agnès Letestu con Gérard Mannoni
casa editrice Buchet – Chastel
(2016)
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“…J’ai beaucoup dansé à Florence. J’y ai fait mon tout premier Lac des cygnes, dans la version Polyakov, avec Umberto de Luca, à Fiesole, lieu vraiment incroyable. Un très beau souvenir. Je suis retournée plusieurs fois travailler avec eux, mais, avec ce premier Lac, j’ai découvert que s’était finalement moins fatigant et plus cohérent de danser le ballet tout entier en racontant l’histoire dans sa continuité que de faire quelques pas de deux en gala. Le ballet est très bien construit, de façon que l’épuisement des danseurs arrive avec le poids du drame. C’était en outre pour moi une grande expérience que d’apprendre, dans une autre compagnie, avec d’autres danseurs, à gérer mon énergie sur quatre actes, notamment ce que l’on appelle le deuxième souffle pour tenir jusqu’au bout…”

(pag. 183)

© Libella, 2016
ISBN 978-2-283-02938-1


ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
SCUOLA DI LETTERE E BENI CULTURALI

Corso di laurea in Discipline dello spettacolo dal vivo

IL MAGGIODANZA DI EVGHENI POLYAKOV, TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE (1988-1995)
(estratto consultabile)

Tesi di laurea in Danza moderna e contemporanea: teorie e tecniche

Relatore Prof: Elena Cervellati
Correlatore Prof: Cristina Valenti
Presentata da: Caris Ienco

Sessione terza
Anno accademico 2012-2013

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Caris Ienco

Nata e cresciuta nella provincia Firenze si è laureata prima al Dams dell’Università degli studi di Firenze e poi in Scienze dello spettacolo – Discipline dello spettacolo dal vivo presso l’Università degli studi di Bologna. Qui ha svolto la tesi di laurea “Il MaggioDanza di Evghenij Polyakov, tra innovazione e tradizione” sotto la guida del relatore prof.ssa Elena Cervellati. Nel frattempo ha svolto numerosi laboratori di scrittura critica del teatro e della danza (Script con Adac Toscana e Choreographic Collision 6) a seguito dei quali ha deciso di intraprendere una collaborazione presso la rivista on line Teatro.Persinsala.it.

Per gentile concessione di Caris Ienco

Da: NELLA CASA DEL PIANISTA
di Jan Brokken
traduzione di Claudia Di Palermo
casa editrice Iperborea
(2008)
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4 giugno
Mi prendono in giro. Avrò una risposta definitiva solo la prossima settimana.
In attesa della decisione devo restare qui fino a lunedì. Aspettare e bere vino è il modo migliore per ingannare l’attesa. Quando bevo, il tempo vola. Oggi ho parlato al telefono con Zenja P. e ho voglia di dormire con lui. È gentile. A breve Saša verrà qui, ad agosto. Allora tornerò in Italia per vederlo. È mio amico e oltretutto è russo. È molto piacevole parlare in russo qui in Occidente…

(pag. 31)

14 giugno, lunedì
Non me ne sono ancora andato, non capisco perché ci voglia tanto. Ho telefonato a Zenja. Non ha soldi. Temo che dovrò lavorare molto duramente. Perdonami, o Signore.

(pag. 34)

Titolo originale: In het huis van de dichter
Prima edizione: Atlas Publisher, Amsterdam, 2008

Traduzione dal nederlandese di Claudia Di Palermo

1a Edizione: maggio 2011
2a Edizione: dicembre 2015

Questo libro è stato pubblicato con il sostegno della Fondazione per la diffusione e la traduzione della letteratura olandese.

© 2008, Jan Brokken
© 2011, Iperborea S.r.l., Milano

www.iperborea.com
ISBN 978-88-7091-195-4


IDEA RUSSA
14-20 Novembre 1996
“In memoria di Evgenij Polyakov”

Traduzione italiana di Svetlana Bazhenova e Silvia Brioschi

Dopo la consueta liturgia domenicale, il 27 ottobre la chiesa russo-ortodossa di Firenze era affollata, la maggior parte delle persone presenti, probabilmente, vi era entrata per la prima volta. Erano gli artisti e i dipendenti del teatro cittadino dell’opera e del balletto – colleghi e allievi del Maître de Ballet Evgenij Polyakov, venuti alla celebrazione in sua memoria. I danzatori del “Comunale”, Umberto De Luca, Antonio Colandrea e altri allievi del Maestro, non nascondevano le lacrime; hanno raccontato come Polyakov amasse lavorare, quanto credesse nei giovani (e quanto loro credessero in lui), le scelte di vita, i successi.
In Occidente, soprattutto in Italia, Evgenij Polyakov ha naturalmente portato la tradizione del grande balletto classico, nato in Europa occidentale, ma presto sviluppatosi in Russia. Moscovita di nascita, studiò presso la Scuola di Danza del Teatro Bol’šoj, lavorò a Novosibirsk, per poi ritornare al Bol’šoj. Venti anni fa Polyakov fu invitato al Teatro La Fenice di Venezia e in seguito decise di rimanere in Italia, legando la sua vita prevalentemente a Firenze: qui lavorò come coreografo principale al Teatro Comunale, allestendo brillantemente i famosi balletti russi (Lo Schiaccianoci, Il Lago dei cigni, Cenerentola). Polyakov non trascurò neanche, però, le nuove tendenze, le sperimentazioni coreografiche. Invitò in Toscana i maggiori esponenti della danza moderna. Nel concreto, ha dato vita al locale Corpo di Ballo, attribuendogli il nome di “MaggioDanza” – in onore del festival del Maggio Musicale Fiorentino. Nel febbraio dello scorso anno, ha debuttato il suo ultimo spettacolo italiano, La Ronde, che Polyakov stesso ha dedicato ai suoi allievi. Evgenij Polyakov viaggiò molto, allestendo balletti a Stoccolma, New York, Berlino, Pechino, Sydney e Vienna, ma il suo amore principale fu diviso fra due città: Firenze e Parigi. La prima volta che lavorò all’Opéra di Parigi fu su invito di Nureyev nel 1983. Vi tornò, lasciando Firenze, alla fine dello scorso anno.
Proprio nella capitale francese, il 24 ottobre, si è concluso, a 53 anni, il viaggio terreno del grande Maestro.

Mikhail Talalaij

Firenze